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L'età definitiva | pubblicazioni | Agenzia Loredana Rotundo
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L'età definitiva
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Autore: Giuseppe Z Schillaci
Editore: Liberaria

Collana: Narrativa

pagine: 300

prezzo: 18,00 €

pubblicato il 30/04/2015

Il romanzo è ambientato principalmente a Palermo, nella borgata di Brancaccio, dove la mafia è una presenza spettrale e invasiva: non si vede, ma si odora. La maggior parte delle vicende si concentra nel biennio 2011-2012 ma il 1992, anno delle stragi di Falcone e di Borsellino, ritorna spesso nella narrazione come trauma personale e collettivo. In tutto il romanzo, il ventennio 1992-2012 si rivela infatti un periodo di passaggio cruciale in cui lÂ?umanità galleggia, in attesa di una nuova era o di un abisso definitivo. Il protagonista si chiama Nico Chimenti e racconta, in prima persona, la storia della morte del suo gemello Leo , Â?il ConteÂ? Filippo La Porta (Left, 2010 (esplicito riferimento al Conte Mascetti dellÂ?indimenticabile film Amici miei di Mario Monicelli). Nico Chimenti è un trentenne ferito, lacerato dallÂ?assurdo che lo circonda, un poÂ? come Lo straniero di Albert Camus. Il passaggio allÂ?età adulta per lui non è ancora avvenuto e si compie mentre tutto torna ossessivamente allÂ?anno della morte del gemello, il 1992, quando Nico e Leo avevano tredici anni: i compagni di scuola, la musica e il pallone, le prime ragazze. Da questo passato inquieto riemergono i ricordi, i misteri e i segreti di famiglia che cambieranno per sempre le sorti del protagonista. Attraverso flashback ed ellissi, la narrazione scorre e affonda in un passato labirintico, una storia di famiglia e violenza raccontata con i toni del grottesco e del paradosso.

La vicenda inizia quando Nico torna a Palermo per il breve periodo delle vacanze di Natale. Nella casa di famiglia ricomincia per lui un dialogo con Palermo e con quello che rimane della sua famiglia, soprattutto la madre Doris, una donna dÂ?origine tedesca, immalinconita dalla vita al punto da farne malattia. Nel frattempo, grazie allÂ?aiuto di un vecchio compagno di scuola, Nico prova a restare in Sicilia, riscoprendo le sue radici, i suoi sapori e i suoi odori. Ma nonostante la dolcezza dellÂ?Iris (il tipico dolce palermitano che Nico addenta ogni mattina, prima del lavoro), la vita palermitana si rivela un pericoloso buco nellÂ?acqua. Nico decide di tornare a Roma, portando con sé Simona, un tempo perdutamente inna- morata di Leo e ora compagna di Nico. Ma quando Nico torna nuovamente a Palermo, il passato torna a cambiare le carte in tavola, come un cadavere che si rivolta nella tomba.
Il mondo narrativo di questo romanzo ruota intorno allÂ?idea che ognuno di noi ha unÂ?età definitiva: Â?LÂ?assunto è banale: ogni uomo e ogni donna appartiene a un anno preciso, un tempo perfetto, in cui il proprio volto è realmente suo; per il resto della vita, ognuno non fa che inseguire quellÂ?età o rimpiangerla: ecco, quindi, la donna col viso dei dodici anni, le gote gonfie e indecise, lo sguardo né infantile né adulto, condannato ai dodici anni e costretto ad andare oltre; oppure il bambino col broncio del quarantaduenne, lÂ?espressione disillusa tra gli occhiali e il labbro, la noia per lo sgocciolio del tempoÂ?.

La voce dellÂ?autore mima le voci di unÂ?Italia che si frantuma e si sfalda in una miriade di mondi irreali, di sogni e di incubi, di delu- sioni e di solitudini, e in cui lÂ?amore si presenta ora sotto forma di salvezza, ora dÂ?illusione: Â?Le isole non stanno da sole, le isole si cer- cano, tendono a mettersi insieme, e quindi fanno gli arcipelaghi, come delle costellazioni. Infatti neanche le stelle, nel cielo, stanno da sole. Però questo è un altro discorsoÂ?.

Giuseppe Schillaci mescola bene i tempi e le atmosfere del nomadismo individuale contemporaneo e restituisce un dipinto cinematografico dellÂ?Italia, in particolare di Palermo e di Roma: simboli del decadimento, ma anche di una, mai rassegnata, ricerca di radici.
Giuseppe Z Schillaci

Giuseppe Z Schillaci



GIUSEPPE SCHILLACI vive tra Palermo e Parigi, dove lavora come regista e autore cinematografico. Nel 2010 è uscito il suo primo...


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